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IMMERSIONI ARCHEOLOGICHE |
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Sito archeologico di straordinario interesse scoperto nel 1956 dal
comandante Raimondo Bucher. Sono visibili i resti dell'antica città romana
di Baia, sprofondata in mare a causa del bradisismo.
Siamo in una delle più importanti zone di immersione della intera area flegrea.
Parliamo di zona e non di punto di immersione visto che l’estensione delle
vestigia sommerse è davvero notevole. Sott’acqua sorvoleremo splendidi mosaici,
pavimenti ancora integri, basamenti di mura di splendide ville, file di colonne…
ci renderemo conto di trovarci in un sito unico al mondo.
E' possibile effettuare snorkeling. |
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Rappresenta il primo nucleo del Parco Archeologico di Baia Sommersa. Si
tratta di un percorso sagolato ed illustrato che si snoda fra i resti di
una antica villa patrizia dell'epoca imperiale romana appartenuta alla
famiglia dei Pisoni e successivamente confiscata da Nerone. Oltre ai resti
dei colonnati e dei corridoi che circondavano un grande giardino, sono
visibili una fontana ed una piscina termale, di grandi dimensioni,
perfettamente conservate e divenute oggi sede di una colonia stanziale di
corvine. Inoltre è possibile vedere: peschiere, pilae, la via Herculanea e
ambienti con mosaici pavimentali bellissimi. |
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Situata anch'essa all'interno del Parco Archeologico di Baia Sommersa,
come la precedente, si avvale anch'essa di un percorso sagolato. I marmi,
i resti di affreschi e uno stupendo mosaico perfettamente conservato,
accompagnano il visitatore lungo tutto il percorso anche i resti di
antiche botteghe ed impianti termali con condutture tuttora efficienti.
Colonne marmoree e resti di anfore e manufatti sono visibili in gran
numero. |
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Villa marittima antistante il
Castello Aragonese |
profondità max: -6 mt |
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La villa evidenzia un elaborato susseguirsi di peschiere, di porticati e di
panoramici padiglioni che occupano un’area di circa metri 300 x 80. Diverse
Pilae dal perimetro in reticolato stanno a protezione di una peschiera con
portico semianulare, ambienti, vasche dei vivai e canali per il ricambio idrico. |
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Risulta essere tra le ville Imperiali di maggiori dimensioni, si individuano
resti di strutture murarie e in laterizio, presenze di ambienti riscaldati,
parte di un ambiente termale, nicchie, vasche, pavimento in bipedali e un
passaggio con una serie di arcate in laterizio.
E' possibile effettuare snorkeling. |
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La torre del faro di Miseno e
Presepe |
profondità max: -24 mt |
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Mastodontica pilae rovesciata su di una faccia, a forma di parallelepipedo, alta
18 metri, la più grande costruzione del suo genere nel golfo. Rivestita da
opus reticulatum sulla faccia superiore e probabilmente sulla faccia sepolta
dalla sabbia. Il Presepe, opera marmorea di un artista locale, è stato
posizionato ad un angolo della torre a una profondità di circa 26 metri. |
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Parco
sommerso della Gaiola |
profondità max: -20 mt |
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Istituito nel 2002, il parco sommerso della Gajola comprende il tratto di mare
prospiciente Posillipo e gli omonimi isolotti. Sono presenti i resti della villa
appartenuta al cavaliere romano Publio Vedio Pollione e poi all’imperatore
Augusto, sommersa dal fenomeno bradisismico.
La profondità varia dai 2,5 metri ai 20 e si svolge per gran parte in canyon
coperto da gorgonie. Presenze di aragoste, murene e saraghi. |
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IMMERSIONI
NATURALISTICHE |
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Secca
Fumosa |
profondità max: -15 mt |
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Tutta l’immersione si articola lungo le pilae sommerse dell’antico Porto Romano
(Portus Julius). Riconosceremo facilmente sui grandi massi, incrostati da
ogni specie di spugne, la struttura di mattoni tipica delle costruzioni della
Roma antica. In alcuni punti, dal fondale sedimentoso sgorga aria ad elevata
temperatura. In particolare in un punto, la temperatura supera gli ottanta
gradi. Depositi minerali si trovano un po’ ovunque sul fondale marino. Presente
anche una ricca fauna.
E’ un’immersione molto particolare. |
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i Mamutones |
profondità max: -32 mt |
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Tra l'isola di Nisida ed il capo di Posillipo è possibile immergersi in mezzo a
questi grossi mammelloni che emergono da una profondità di 32 metri fino a 12
metri dalla superficie. Nutrita presenza di pesci di tana (cernie e saraghi) e
di passo (dentici e ricciole).
L'immersione si svolge in parete e canyon. |
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Secca
delle formiche |
profondità max: -18 mt |
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Siamo nel canale tra l’isola di Procida e quella di Ischia.
Le rocce, da un fondale profondo una ventina di metri, salgono fino in
superficie. Si tratta di formazioni di rocce vulcaniche dalle forme ardite e
slanciate, completamente ricoperte di forme di vita coloratissime e traforate in
archi e grotte davvero spettacolari. E’ un’immersione in genere molto facile, a
patto di fare attenzione alle correnti, in queste acque spesso impetuose, e ai
natanti che incrociano attorno alla grande boa luminosa che segnala la secca. |
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Punta
Pioppeto – Procida |
profondità max: -12 mt |
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Discesa con profonde spaccature lungo le pareti, immergendoci troveremo
anfratti, piccole grotte, gallerie, tane con probabili presenze di astice e
cicale. Sul fondale, praterie di poseidonie e in alcuni punti nella sabbia
presenze di pinne nobilis. Il tutto in una dimensione molto suggestiva. |
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Punta
Solchiaro – Procida |
profondità max: -40 mt |
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Immersione molto divertente all’isola di Procida in una area molto vasta lungo
delle pareti, cigliate e franate di scogli a linea nella quale si possono
programmare varie immersioni. Vegetazione mediterranea con presenze di gorgonie
gialle alle profondità più elevate. |
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Punta
Pizzaco – Procida |
profondità max: -40 mt |
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In questa sede descriviamo quella di Punta Pizzaco come un’unica immersione, in
realtà occorre assolutamente dividere questo tratto di fondale in diverse zone
da esplorare l’una dopo l’altra. Sono dunque almeno quattro le differenti
discese possibili nella zona della punta. Si ormeggia di solito in una piccola
cala dal fondo sabbioso che prosegue per alcuni metri prima di gettarsi
nell’abisso con un ciglio netto e deciso. Troveremo la parete ricca di spugne,
gorgonie gialle e rosse, piccoli rami di corallo alle quote più profonde. E’
un’immersione mozzafiato. |
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La secca
di Miseno |
profondità max: -40 mt |
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Al largo di Capo Miseno, da un fondale profondo circa cinquanta metri, si
solleva una secca molto estesa e dalla sommità piuttosto pianeggiante che
raggiunge profondità dell’ordine dei venti metri. Il fondale precipita fino alla
sabbia in salti successivi ricchi di gorgonie gialle e rosse e spugne
multicolori. In alcune zone tra il fondo e la parete si incontrano enormi massi
accatastati che formano una serie di grotte e tane molto belle da esplorare. |
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La secca
di Pentapalummo |
profondità max: -50 mt |
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Si tratta di una secca isolata piuttosto al largo di Capo Miseno. Le rocce si
sollevano dal fondale circostante a guisa di ardite guglie, regno di grandi e
floridi rami di gorgonie rosse. Davvero incredibile è la presenza di pesce.
E’ un’immersione esclusivamente riservata ai sommozzatori più esperti, sia per
le profondità, che per le difficoltà insite in una discesa in mare aperto. |
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